LA SCACCHIERA V
(l'alfiere)
Ti piacciono gli scacchi?
… questa vita scorre,
inesorabile e crudele
scorre in avanti,
e non ne sono stato mai padrone…
a volte mi è sembrato udire l’eco di un…
… tic-tac…
…che l’ora della mossa mia si appresti?
from: Memory of Silver Knight
..Ormai sono consapevole, non lucido, ma consapevole di essere pazzo.
Dovrebbe essere un buon segno, sono in molti a sostenere che prendere coscienza della propria
follia sia già un passo che fa sperare ad una miglioria…
Non ne sarei così sicuro, nel mio caso mi sembra di star peggiorando da quando ho cominciato a
“vedere cose” che non avrei mai voluto udire neanche raccontate da qualche compagno d’armi
strabevuto, accanto ad un fuoco, in una di quelle sere fredde che sembrano fatte apposta a
strappare brividi gelati persino lungo il dorso di uomini avvezzi a tutto come noi.
4 marzo 1519.
Sbarcammo sulle rive del Tabasco, credo fosse il 4 nel mese di marzo dell’anno 1519…
..appena in tempo, poiché anche se avevamo scongiurato lo scorbuto, la fame e soprattutto la sete
r ifornendoci a Trinidad e all’Avana, credo che ancora qualche giorno di navigazione e ci
saremmo affettati l’uno con l’altro, tra fratelli, che non c’è niente come una nave e i suoi spazi
ristretti per creare tensione tra gli uomini, eccetto le prigioni, naturalmente.
Dicono che la Storia attribuisca la vittoria di noi spagnoli sui selvaggi a fattori quali i 16 cavalli e i
sei pezzi d’artiglieria che ci eravamo portati in previsione della campagna d’armi… ma io che
c’ero la vedo diversamente. . . e credo chiunque abbia visto il numero dei nostri quattrocento
fanti e fatto una stima delle forze nemiche, almeno 100 volte superiori, chiunque possa rendersi
conto che le ragioni della nostra vittoria risiedono altrove. . .
…e nella prima scaramuccia con i “selvaggi”….fui catturato!
Grande, non è vero?
Tramortito da un colpo di bastone, e trascinato nella giungla per i capelli non so per che distanza,
ma a giudicare per quanto mi ha fatto male la cute, credo molto, molto tempo. . .
…la ferita procuratami dal colpo si infettò subito, le condizioni igieniche non sono il massimo nella
foresta e comunque anche le nostre dell’epoca non erano molto più evolute delle loro…
confusione e febbre…ed ancora febbre e confusione…. Voci e bisbiglii incomprensibili tra
veglia e sonno, suoni e musiche attutite dai miei sensi alterati dal delirio…
…mi curarono, forse ne sapevano più di quanto si potesse credere di rimedi medici o forse la mia
giovane età, una discreta fibra, o tutte queste cose messe insieme… comunque ne venni fuori,
dopo un mese circa, come potei ricostruire dopo.
Nel frattempo, gli indios, credendo che la mia cattura potesse spingere i miei connazionali a
cercarmi, (dovevano ritenermi importante al punto che Cortes decidesse una spedizione di
salvataggio, mentre invece la realtà è che da subito mi diedero per disperso/morto e requiescat
in pace), mi trasportarono di villaggio in villaggio, sempre più all’interno, sempre più vicino al
cuore del loro impero, Tenochtitlán…
…2 anni di villaggio in villaggio….al cospetto dei capi e le corti di quel popolo… La donna
apprendista-sciamano che mi aveva catturato si era innamorata di me..forse mi riteneva una
specie di divinità…(sì, catturato da una donna io, un aspirante avventuriero!) … quando, forse
per intuito o perché le sue cognizioni di magia glielo concessero, se ne rese conto…era troppo
tardi: nel mio pellegrinare forzato, di città in città, li avevo infettati tutti o quasi, di quelle
malattie del mio mondo a loro sconosciute …vaiolo specialmente e morbillo… così, senza
volere, aprii la strada ai Conquistadores, e a tutto quello che ne conseguì…
CAVALLO
tratto da "LA SCACCHIERA IV"
SE NON LHAI MAI LETTO "LA SCACCHIERA" PUOI RIMEDIARE...A RITROSO VI SONO I POST CHE CERCHI...

ps: è il mio compleanno. domani, 29/06/04 posterò "l'alfiere" da "LA SCACCHIERA"
UN ABBRACCIO A TUTTI!!
(il cavallo)
Ti piacciono gli scacchi?
A me molto.
Ma.. non potrai mai giocare se non riconosci i pezzi e il loro valore, le loro peculiarità, ma soprattutto il posto che occupano sulla scacchiera..
Sms del 22/11/2003 h. 23:08:2003
..Tu..
-Ora mi addormento..
Ci sono i miei sogni a farmi compagnia..
Ti auguro di essere felice e vado..
..io continuo a correre-
Mia Regina, colta fra tante, possibili mosse, come l’unica possibile..
quella Giusta..
Mia Signora del Consulto, del Conforto, mio Rifugio e porto sicuro in tempesta…
sprone e traguardo… luce e buio amico, Volto senza tempo..
Angelicato,
Pagana vestale della pura passione..
Radice del mio Amore..
Mi hai percorso l’anima, che arresa all’evidenza di quello che sentiva, ti si è snodata e aperta come prateria d’ovatta, per non farti male,
chè tu correvi forte, e il vento dei miei sogni, che ritenevo primo, non fu neanche secondo, neanche terzo a Te… a Te,
che al centro del mio cuore ho fatto Altare, che celebrava il Rito Giornaliero, degli occhi, delle mani, l’olfatto e il suono a Te,
che mi hai fermato il Tempo e riavviato il Cuore, a Te tatuata dentro il mio Ricordo, a Te che mi dormivi tra le mani, smorzando il rombo della guerra intorno…
Tu me lo avevi detto, io non sentivo
Tu già vedevi oltre, io ero il cieco
Tu madida e diafana Puledra, non Regina
Mi hai preso in sella per amore
Ti sei concessa come può la Vita
Grata alla Storia che ci ha dato Onore
Nell’esserci Vissuti.. Avuti.. Amati..
..Né la Regina, che tutto può sul Campo,
..il Re, senza del quale il gioco è fermo…
Nessuno può imitarti nel tuo passo
Salti l’ostacolo che ti si para innanzi,
persino i pezzi del tuo stesso cuore…
tu corri…corri…corri….
E ancora…ancora…ancora…
..e sposti il Piano, e l’Architetto è Vinto
tu un.. due.. TRE!..scarti di lato
fuori dal mio Campo
oltre la scacchiera oltre lo schema
in altre dimensioni a me precluse…
..io continuo a correre ..io continuo a correre ..io continuo a correre
…quel che non sai, non te ne faccio colpa
è che non ti volevo doma…
…quel che non sai, non te ne faccio colpa
è che hai percorso solo un breve tratto,
di quella terra nata dentro me
c’era lo spazio
per galoppare ancora
all’infinito…
ti sarò sempre grato
hai aperto un mondo dentro me
che vive, vive ancora e si smisura
espando i sensi e quasi sfioro ancora i tuoi capelli
criniera libera dolce profumo di un istante…
…E corro anch’io….
i pensieri sono..
onde che si frangono..
su scogli di indifferenza..
ma a volte il mare è calmo..
e persino uno scoglio può dare vita
a un naufrago
TO BE ...?

LA SCACCHIERA III
(la torre)
Ti piacciono gli scacchi?
Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono.
Si dissero l’un l’altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco".
Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.
Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra".
Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo.
Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola;
questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro".
Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.
Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra…" …le parole che ho detto, le parole più dure, scarnificanti, spietate …le parole che cuciono destini, parole fresche, dissetanti, cristalline… in lingue incomprensibili all’orecchio quelle parole partorite a stento… quelle ispirate, globi di purezza… e quelle dette da altri, che tutte pronunciate insieme di tutte queste… più forte, più potente …come una torre… che non ti puoi lasciare indietro mai figurati dall’Altro …la torre, intorno a te è l’ultima difesa perché non è qualcosa… è proprio… ...to be continued..?

dolci, sussurrate…
quelle ansanti, febbricitanti d’amore…
quelle improferibili, dannate…
con fili indissolubili di eternità…
parole molli, paludose e putride, invasate
ma trapassanti il cuore come lame…
rimbalzanti, ritmiche, ipnotiche, maiuscole..
sbriciolerebbe il mondo…
UNA
non ce n’è
di quelle che
inespresse
murano l’anima mia
che sa qualunque tua intenzione o cosa
che ti separa a vita dal tuo Se
ti sembra ti protegga
eppure inganna…
che non finge
di essere qualcosa che non è
Te!
POESIA TRATTA DA "LA SCACCHIERA"
NOTTI UGUALI A GIORNI
...do you remember, Dear?...
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..ok, siamo partiti! Innanzitutto G R A Z I E a tutti per essere passati, e dei commenti , chè son cose che fanno piacere.
ed ora, "sorbitevi" il secondo post... @__^
LA SCACCHIERA II
(pedone)
Ti piacciono gli scacchi? 
…e cammino, come soltanto chi è solo, e sa che non c’è nessuno ad aspettarlo da nessuna parte su questa terra, sa camminare….
passano questi anni
ho avuto attimi di gioia
ma quanto è triste la vita del mio cuore…
…ora…
Come un pedone vado avanti, perché indietro non si può.
Non credere sia cosa da poco, non poter tornare sui tuoi passi, è qualcosa di una potenza sconvolgente, ti crea
una consapevolezza lucida e triste, ancora di più se sei all’inizio del tuo percorso, la partita è appena cominciata,
e la tua meta è così lontana, ma così lontana che neanche la conosci, non la immagini neppure…
Chi ha detto -Si nasce soli, si muore soli-, non so se abbia affermato una grande verità, quello che so è che in
questo momento mi interessava saperne di più su quello che riserva ad un essere umano lo spazio tra la nascita
e la morte, cioè l’esistenza e il suo valore… il suo scopo…
Mi sentivo esposto, in prima linea, senza pelle, esposto a tutti i capricci del fato, di chi manovra i fili tessendo
trame incomprensibili, a me sconosciute e probabilmente non condivise, un agnello docile poiché inconsapevole
del suo destino sacrificale, parte di un rito arcano e sanguinario…
Io no, non voglio fare parte di questa lotta per il potere, quest’ansia si sopraffazione non mi appartiene,
mi fa schifo prevaricare gli altri per avanzare di una posizione, mentire per ottenere qualcosa, tramare
per occupare un posto, nella scacchiera dell’esistenza…
Come un pedone, vado avanti, perché indietro non si può…
Ma se un ostacolo qualunque, e non parlo di qualcosa di più grande, basta uno come te,
un altro pedone, mi si para innanzi…
non avanzo più…
..e poi… tutto questo per ottenere cosa? Il premio più ambito, la ricompensa suprema, potersi scegliere
una volta ucciso, venduto, violentato, calpestato, massacrato, una nuova identità, da bruco a farfalla,
non avanzo più…
…se il prezzo da pagare,
per muoversi di lato,
è colpire un altro uomo
un pezzo come me…
…trasformarsi in qualunque pezzo tu voglia…, se ci hai saputo fare, solo se sei stato capace di essere
e apparire il più spietato…
..E IL POTER COLPIRE CHIUNQUE, STRONCARE UN PEZZO PIU’ GROSSO DI TE,
UCCIDERE UN UFFICIALE, UN CAVALIERE, UN CONSIGLIERE, VIOLARE LA REGINA,
…PIEGARE UN…RE! …
…Questa è la promessa… l’esca…
..la tentazione ..è forte…
il male segue strade che sembrano perfette
per chi non sembra avere che una scelta,avanti…
..AVANTI!
cos’ha di più di me quel gran signore?
Il suo potere è nulla se squarcio il suo costato…
…voglio vederti dentro..
voglio strapparti il cuore
nel nome di un’idea
di un Dio..
perché sei nero., blu..
…altro da me,
…diverso..
ricco o pezzente..
..la pelle dell’agnello cade ai piedi come muta di crisalide
e il sacrificio mio non sarà più…
sei Tu l’agnello,
che sbarra gli occhi all’ultima visione,
di quello che credevi fosse il vello
di un nulla, un niente,
..un misero pedone…
…e avanzo…..
…non ci credo …
… non voglio
Questa è l’essenza della vita?
…e cammino, come soltanto chi è solo, e sa che non c’è nessuno ad aspettarlo da nessuna parte su questa terra, sa camminare….
…Non mi siederò al banchetto dei vincitori, stasera che la battaglia infuria altrove, qui sono solo rovine fumanti,
non ho preso trofei, non ho bevuto il sangue dei perdenti… non ho mangiato il cuore del nemico, …
In metropolitana, siedo con gli altri, composto.
L’umanità ha odore, ci avrai certo fatto caso…
La sera rende i visi più svelati, la vita dal mattino ci ha succhiati…, piano però, quasi senza accorgersi
di quanto questo tempo ruba all’essere operoso che rientra stanco a casa, dai suoi cari….
..siedo con gli altri, composto.
..lenta rotaia che mi riporti…dove?
...Come un pedone, vado avanti, perché indietro non si può.
A me molto.
Non ho detto che so giocare, quella è tutta un’altra storia, diciamo che ci provo…
Ma mi piacciono come oggetto/concetto, per la magica simbologia che da sempre evocano in me, la rappresentazione della costante
“ battaglia” tra due forze, nell’eterna speranza che quella giusta (o ritenuta tale) vinca…
… e così, un giorno, andando per mercatini dell’usato a cielo aperto in una giornata uggiosa, mi imbattei in un manufatto che da subito attirò la mia attenzione…
una scacchiera di legno. Vecchia, e soprattutto impolveratissima, anzi a dirla giusta sporca e incrostata oltre ogni possibile decenza… ma pur sempre una scacchiera!
Troneggiavano su di essa due scalcinati pezzi da gioco in condizioni identiche alla sfortunata base che li ospitava… solo due pezzi, o meglio, uno poteva definirsi più un troncone visto che arrivava di poco sopra il garretto di quello che ad intuito sembrava essere stato in tempi migliori un bianco cavallo rampante, l’altro era di uno strano blu tipo color cina scurito dal tempo ed era il tronco dalla testa alla cintola, di un possibile pedone avversario dell’amputato equino…
Avrebbero concordanto che di una scacchiera in rovina e per di più con in mostra due unici pezzi così ridotti, quasi a voler dire “ecco questo è il meglio che puoi ottenere da questa partita…”, nessuno sa cosa farsene… …non io, però!
Mi avvicinai al vecchio che, come gli altri, vista l’ora tarda e le condizioni metereologiche di quel giorno, stava ritrasferendo sul suo sgangherato furgoncino il ciarpame dal lenzuolo sul quale c’era anche l’oggetto che volevo per me, e gli chiesi con studiata noncuranza quanto ne volesse per “quella…quella lì” ben consapevole che se non fosse stato perché troppo indaffarato a riaccatastare in precario equilibrio le sue cose, il mio tono di voce non sarebbe bastato a simulare indifferenza, poiché nel parlargli… assurdo….io non riuscivo a staccare gli occhi da quella che, più la vedevo, più mi convincevo essere una pessima scacchiera, ed un pessimo acquisto per me…
-Non l’ho data per 80 perché ne chiedevo 100… ma stò andando via, e il furgone è pieno, te la do a 50, se la vuoi, che sta pure per piovere…-
…
…Non ci credeva neanche lui, a “quella cosa lì”, lo avvertivo nettamente dal suo tono, e dal modo in cui si muoveva su e giù a spinger qui e metti là gli oggetti della sua “bottega”, non credeva neanche esistesse un senso nel suo “fare e disfare”… La sua vita mi sembrò improvvisamente comparabile a quella scacchiera: usata, impolverata, inservibile…
…Non agii d’istinto, ma contro il mio intuito ed il mio desiderio, succede a vote che si faccia così, vero? E’ come se non accettassi quello che il tuo essere, la tua essenza più intima desidera, reclama imperiosa per se…, non lo accetti, e giochi “sporco” con te stesso, ti dai motivazioni razionali per non sentirti coinvolto da un’inesplicabile miscuglio di emozioni che non vorresti fossero tue….
che possa ricominciare a battere per qualcosa, qualcuno…
..e che l’anima possa fidarsi di nuovo, anelare ancora a qualcosa…
… paura dell’errore che fa star male, che ti fa soffrire ancora una volta…
… paura di non farcela più, e che un’altra sofferenza,
anche la più stupida, come comprare qualcosa che si riveli uno sbaglio,
possa dare il colpo finale, quello che ti arresti il cuore…
…quello stesso cuore che non vuoi che batta più per qualcosa per la paura di soffrire,
… quello stesso cuore, che tu risparmi, per la paura che si fermi…
…siamo noi che ci fermiamo il cuore…
Era una sporca, miserrima scacchiera di vecchio legno tra le altre contorte e inservibili mondezze circostanti, e non la comperai più… per quel giorno.
…TO BE CONTINUED…?
di BESTIO | Nov 13, 2003 02:10 PM
o perchè non c'è oggi per me un posto migliore di questo...
...il nulla della rete, ke ti avvolge come un sudario di link e connessioni sospese nel vuoto,
frementi in attesa di un click che le attivi in faccia a te, al mondo, a Dio...
oggi sono qui
...protetti dall'anonimato, scriviamo fiumi di parole verso.......verso cosa? Per chi? ....L'assurda speranza dell'uomo da sempre....
lasciare un segno della sua presenza, ovunque e comunque, il segno della sua esistenza....

ESSO CI TRASCINA CON SE...
A VOLTE NEL PERCORSO
SI VIAGGIA INSIEME AD ALTRI...
FOGLIE DANZANTI
PIENE DI SPERANZE
MENTRE LA LINFA
SI PROSCIUGA NELLE NERVATURE...
E L'ILLUSIONE DI POTER RESTARE INSIEME
DI AMARE
DI ESSERE AMATI...
...UN ANSA DELLA STORIA TI HA FERMATA
TRATTENUTA...
SOLO UN ATTIMO
MA BASTA
A PERDERCI PER SEMPRE...
SI SCORRE SOLI,
ORA
SI MUORE SOLI ORA...
...ORA...
ORA LO SO
bestio
...SCRITTA IN MEMORIA DI TUTTI QUEI BLOG "CADUTI" NELL'OBLIO....

AD UN ANGOLO DI STRADA
UN UOMO
E SU DI UN TAVOLINO
POESIE
LE REGALA.
NEL TRAFFICO CAOTICO
NELLA VIOLENZA QUOTIDIANA
E MUTA
NELL’INDIFFERENZA PIU’ NERA
DI UNA CITTA’ INUMANA
ISTANTI DI RIFLESSIONE…
E RICOMINCIO A CREDERE
CHE L’UOMO E IL SUO PENSIERO
NON MORIRANNO ... MAI.

BIMBI IN CARROZZINE
PASSANO RASI AL SUOLO
E ASPIRANO PICCOLE DOSI D’ARIA
E NUVOLE DI IDROCARBURI
PICCOLI BIMBI A NAFTA E A BENZINA
BIMBI SENZA PADRE
PERCHE’ IL PADRE NON SI SA
CHI E’
BIMBI SENZA NESSUNO
BUIO NELLA STANZA
DELLE CASE BUIE
FATTE DI PALAZZI BUI
E BUIE CITTA’
BIMBI SPORCHI
DAGLI OCCHI CHE TI INGHIOTTONO
INFANGANDO INESORABILMENTE IL TUO STAR BENE
LE MANI CHE TENDONO
PIATTINI VERDE OLIVA
STRASCICANDO I PIEDI
A FUORI-TEMPO DI FISARMONICA
BIMBI RESI INCINTI
DALLA FAME
LA PELLE SULLE GROSSE TESTE
TESA E FRAGILE COME UN CRISTALLO
ANNERITO DAL FUMO
BIMBI BOMBARDATI
SEVIZIATI DELL’ERA NUCLEARE
DEFORMATI
ATOMIZZATI TORTURATI
ECOGRAFATI
INDIVIDUATI CONTRACCETTIVATI
MAI NATI…
ECCO IL MONDO CHE LASCERO’
A MIO FIGLIO,
L’EREDITA’
SE, COME NON VORREI…
NASCERA’.
faBrica
SE L'ANIMA / AVESSE ODORE / CHE TANFO, / CHE PUZZO DI MARCITO / PER LE VIE / DELLA CITTA'... |
CITTA'
festival di castrocaro, concorso voci nuove...
c'è bisogno di dirvi che non vinsi? sarebbe un'offesa alla vostra perspicacia... ![]()
BUONA SETTIMANA, BLOGGER!
E MORIRO’ DI CANCRO A VENT’ANNI DI CANCRO AL CERVELLO
GIOCAVANO AL RILANCIO I MIEI SORRISI NELL’ANSIA SFILACCIATA DI UN SOSPIRO RIGURGITI USTIONANTI LE DOMANDE ESPLOSE A CHI A COSA E POI PERCHE’
MORIRO’ DI CANCRO A VENT’ANNI DI CANCRO AL CERVELLO
RIANDAVANO ALL’NCONSCIO I MIEI PENSIERI LA SOGLIA SCARDINATA DEL SILENZIO IL RINGHIO INDEMONIATO L’IMPOTENZA SENZA RAGIONE ESSERE MA COSA CHI
E MORIRO’ A VENT’ANNI DI CANCRO-CERVELLO DI ESISTENZA IN BOCCA TERRA MARCIA SCONSACRATA LO SPASMO PIU’ EFFERATO IL PENSIERO SENZA PIU’ FEDI SOGNI VAQUITA’
MORIRO’ DI VITA A VENT’ANNI DI VITA AL CERVELLO
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SCANSIONI ESASPERANTI
Amore fatto ai giardinetti Amore una lettera mai imbucata O amore da fare con prudenza O amore la paglia punge i fianchi Amore da fare solo lunedì e venerdì Amore da non giocarci neanche un attimo Amore fatto a gesti tra i cancelli della vita Amore da tenere tra le dita Amore nella stanza di un albergo Amore fatto per passare il tempo O amore con un cuscino in faccia O amore da fare su minaccia Amore pochi spiccioli e via Amore che fai stasera vuoi compagnia Amore da far senza rumore Fai presto o mi busco un raffreddore E amore da fare per dovereAMORE?
(una mia vecchia canzone)