occhiblu03.jpg

..GUARDARSI ALLO SPECCHIO E GIOCARE A CHI PER PRIMO ABBASSA LO SGUARDO..

HO VISTO COSE . . .
mercoledì, 29 settembre 2004

FEBBRE.

ALTA, PER DUE GIORNI.

ORA STO' BENE, MA HO AVUTO LE ALLUCINAZIONI.

HO VISTO COSE....

SIMONA & SIMONA LIBERE

E DESIDEROSE DI RITORNARE AD AIUTARE

QUEI POVERI BIMBI...

E BUSH CHE PERDE LE ELEZIONI

E SILVIO B. CHE REGALA TUTTO E SI FA FRATE...

DITEMI, QUALCOSA SI E' AVVERATO?

NEL FRA_TTEMPO, VI LASCIO ALLE PAROLE

DI UN CARO AMICO, CHE MI E' VENUTO A TROVARE:

IO LE TROVO BELLISSIME.

PROVATE A LEGGERLE ANCHE VOI, E DAVVERO, A UNIRVI A NOI.

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

john lennon



















postato da: BESTIO alle ore 23:49 | link | commenti (66) | commenti (66)
giovedì, 23 settembre 2004

IL SENSO DELLA SCRITTURA.

(QUANDO LA SCRITTURA MI FA SENSO)

 

-A volte mi pesa scrivere.-

-Non farlo, allora, nessuno ti obbliga.-

-Grazie, sei davvero incoraggiante, stimolante, è un piacere parlare con te.-

 

Che senso ha scrivere

Qualunque cosa

In giorni come questi?

 

Bruciano le case e i corpi di Beslan

Rivoli di sangue di uomini sgozzati in Iraq

Ancora nascono deformi a Hiroshima e Nagasachi

In Africa si lavora di machete

Ancora puzza il Vietnam di napalm

Qualcuno compra gli organi al mercato

Ho visto schiave nuove sotto i ponti

Minacce per girare il capo altrove

 

Qualunque cosa scrivere

In giorni come questi

Che senso ha

 

E ridere, e piangere..

Piangiamo più spesso per un film che per un uomo in strada

 

Che senso scrivere Qualunque cosa in questi giorni…

 

E poi ti guardi indietro,

neanche troppo lontano,

e vedi anime in fila verso i forni

e coperte infette da regalare agli indios

e pali da infilarci corpi

e croci

e altari a cui sacrificare il bene..

 

scrivere scrivERE scriVERE ScRiVeRe…

 

però parole vere

le ho lette respirate

mi hanno fatto credere, sperare in altri mondi

pure poesie liquide e fresche

bevute avidamente dall’anima assetata

parole libri scritti in quei momenti

mentre qualcuno muore un altro sogna

qualcuno nasce spera vive e scrive.

 

Io scrivo.

Ne ho bisogno.

 

Un pò di luce filtra e squarcia il velo

E amo immaginare di un’altrove

In cui ciò che scriviamo sia reale

E i nostri giorni solo brutti sogni

Da cancellare e riderne nel sole.

 

Grazie. A tutti, davvero.

postato da: BESTIO alle ore 10:54 | link | commenti (86) | commenti (86)
venerdì, 17 settembre 2004

SILICIO CILICIO

MI HAI CONVINTO.

****T O R N O***

ALIENO.jpg


forse_(n)nata_mente

..file interminabili di processori_in_processione,

segneranno l'avvento di un elettronico_dio,

e le parabole saranno di metallo,

la connessione per la comunione,

ottica_mente servita

opportuna_mente

bio_logica_mente

transgenica_mente modificata,

a soddisfare accessi controllati

plastificheranno l'anima

midollo di silicio

al ritmo di algo_ritmi

danzeremo

corto_circuìti da amanti cybernetiche

conquisteremo finalmente il nulla...

perchè combacierà con noi.

Bestio


..._____________________________...



postato da: BESTIO alle ore 13:23 | link | commenti (138) | commenti (138)
lunedì, 13 settembre 2004

I.... andato ...e II arriva...

non dipende più da me,

qualcuno l'avrà capito....

II

La papessa

Le scale erano vecchie, i marmi resi lucidi dalla consunzione, e c’era un’aria stantia e pesante, mentre arrancavamo verso il quinto piano della palazzina.

Fuori, e per contrasto ancora più evidente, nel silenzio quasi innaturale che ci precluse i suoni fin dall’androne, era la solita bolgia di una metropoli caotica e fibrillante, nel cuore di un immenso formicaio come solo i mercati orientali, o il centro di Napoli, sanno essere.

Parlare di pentimento sarebbe sicuramente eccessivo, ma non ero contento di essermi fatto convincere ad arrivare fin li, questo lo ricordo bene.

___.___

Accompagnavo una donna, una conoscente che era a suo dire, completamente “stregata” dalla capacità che “la vecchia” aveva, di leggerle il futuro con le carte. Voleva assolutamente che io la conoscessi, e che confermassi il suo giudizio, sapendo che da sempre mi ero documentato sulle dottrine esoteriche, pur rifiutandomi di praticarle, convinto che la divinazione relegata alle cose terrene non è il fine vero delle pratiche esoteriche, ma solo un aspetto secondario, un effetto collaterale e fuorviante dell’apertura mentale che la meditazione e lo studio delle scienze occulte deve invece dare al neofito che vi si accosti.

Predire il futuro con i Tarocchi,

equivale per me ad andare

a caccia di passeri nel bosco,

usando come arma un’atomica.

___.___

Bussammo, e ci fu aperto quasi subito.

Una ragazza bruna, sottile e schiva, c’introdusse nella casa, ricordo passammo un corridoio in polverosa penombra, fino alla stanza della veggente, in penombra anch’essa.

Percepii odore di legno di sandalo, un profumo che conosco bene, poiché mi piace molto, lo trovo fresco e inebriante, sveglia i sensi, ma senza aggredirli, è un invito al respiro pacato, ritmico, quieto.

Abituati gli occhi alla semioscurità, la vidi.

Era seduta, quasi affossata, in verità, in una vecchia poltrona di cuoio sdrucita e sul tavolino basso innanzi a lei, le carte, vecchie forse ancora di più degli anni suoi e consumate quanto lei, dalla vita.

Sedetti sul divanetto d’angolo, lieto di non essere l’attore principale ma solo uno spettatore.

La mia amica, di solito logorroica, si era “magicamente” acquietata, mentre occupava posto sulla sedia di fronte al tavolino, mi parve un ottimo risultato, e nel pensarlo un sorriso involontario affiorò sul mio viso.

Fu allora che lei si voltò verso me, e sorridendo, mi restituì un sorriso complice, o così mi sembrò.

Il cuoio della poltrona era meno rugato del suo viso, notai, mentre si sporgeva a fatica, quel tanto che bastò a raggiungere le carte sul ripiano.

La ragazza intanto, discretamente, le riaccomodava i cuscini dietro la schiena, con gesti misurati dalla lunga esperienza.

-mischia e taglia il mazzo- disse, con voce bassa e dolce, una voce che mi fece quasi sobbalzare perché totalmente contrastante con l’idea che mi ero fatto del suo timbro, osservandola.

Mentre la mia amica eseguiva l’operazione, la vecchia mi guardò, o meglio, voltò il capo verso me, era troppo in ombra per capire se gli occhi erano aperti o chiusi, e mi disse che ero un musicista… ma che la musica per me era solo un mezzo per scrivere cose, che quello era il mio modo per raccontarle.

Annuii in silenzio.

Ero seccato per la piega che la situazione stava prendendo, e in particolare, meditavo di scaraventare, una volta fuori, giù dalle scale quell’idiota della mia accompagnatrice, che di sicuro le aveva prima parlato di me.

La “maga” poi, iniziò a descrivere con dovizia di particolari, non so quale complessa situazione amorosa che vedeva coinvolta la mia conoscente, il suo amante, la moglie di lui ..etc..

Stavo quasi per alzarmi e andare via, quando un impercettibile movimento, quasi una sensazione mi fece volgere lo sguardo alla ragazza che, ora nell’ombra più fitta della stanza, mi stava osservando, silente, solo i suoi occhi brillavano, come divertiti, non ne ero sicuro, ma forse per un attimo la sua bocca aveva represso un sorriso.

Mentre guardava me, continuava infaticabilmente a gesticolare impercettibilmente tracciando piccolissimi movimenti con le dita sottili, e, stando alle spalle della “cliente”, solo la fattucchiera, ed io, potevamo vederla intessere mute melodie nel vuoto.

Compresi.

Era Lei che “vedeva”, non la vecchia, solo il riflesso era visibile ai più, la parvenza, la maschera.

Mi sentii onorato, di essere stato ammesso alla rivelazione di quell’evento.

La tensione che sentivo crescere in me, fu allentata, dopo poco, quando dalla porta semichiusa della stanza accanto, una bimbetta, non avrà avuto più di sei anni, irruppe, andando ad abbracciare la vecchia e poi la ragazza, che chiamò mammà.

Due occhi limpidi, grandi, senza nessuna traccia di paura, di sospetto, di timore, gli occhi dell’innocenza.

Piroettò nella stanza, accennando un passo di danza, poi ci seguì, con il passo saltellante e leggero che solo a quell’età si può avere, mentre la ragazza ci accompagnava per il corridoio.

Quell’imbranata della mia amica, forse ancora scossa dalle rivelazioni delle profezie, aveva dimenticato la borsa nella stanza, e la ragazza l’accompagnò a recuperarla.

Restai solo per pochi istanti con la bimba.

Solo il tempo necessario perché mi dicesse, con voce sottile e pacata, che era contenta di avermi trovato lì, quel giorno, perché aspettava un segno, e riteneva che fosse arrivato, con me.

Era la prima volta che sua madre aveva permesso a qualcuno di “scoprire” il “segreto” di chi realmente, conosceva le “cose” dei clienti, e questo per lei, voleva dire che, da domani stesso, o forse stanotte, sarebbero andate via.

-Magari in un posto più bello- mi disse, -dove ci sia una stanza più grande per me, da dove io possa fare i “segni" a mammà, e lei a nonna…-

. . .

___.___

postato da: BESTIO alle ore 13:37 | link | commenti (94) | commenti (94)
martedì, 07 settembre 2004

O è già andato...e I arriva...

se si va da qualche parte, naturalmente....

I

Quando lasciai la Casa, uscendo per la prima volta allo scoperto, nel Mondo, non mi voltai neppure una volta.

Ed ancora oggi, non ne sento la necessità.

Era un giorno qualsiasi, di un anno qualunque, ed il cielo non aveva nulla di particolare, nessun segno che

lo rendesse speciale, quindi lo scordai, o meglio, come tutte le cose che proprio perché comuni, quotidiane,

non ti lasciano più ma divengono parte di te, lo portai per sempre nei miei occhi, un cielo infinito e terso,

dove chiunque ancora oggi, può vederci quello che vuole, non trovarci nulla di speciale, disegnarci un mondo,

immaginare una grande Storia, o bruciarsi nel ghiaccio dello spazio siderale;

Una porta, un varco che una volta superato, sparisce, lasciandoti in una dimensione aliena, dalla quale nulla

può farti tornare indietro, mai più.

L’avevo sentita, come altre volte, la musica, di là dal muro di cinta della mia casa d’orfano.

Lontana e lieve prima, poi più vicina e trillante, la immaginavo snodarsi lungo il sentiero nella foresta

circondante la casa, un richiamo per me solo, come una lucente scia di lucciole da seguire,

una chiamata sempre più imperiosa, struggente, incondizionata.

Dal mio giaciglio, avevo la sensazione che le pietre della mia stanza vibrassero internamente, come diapason,

riproducendo milioni di volte il suono che, prima fuori di me, ora era in me, era me stesso, la mia essenza.

Fui fuori, Oltre.

___.___

Nulla mi era stato dato. Nulla portai con me.

Le monache di clausura che mi trovarono, nella cappella del convento, poche parole e scarsi dettami

ebbero per me, nel corso degli anni trascorsi presso di loro.

Di certo imbarazzò non poco la cappella chiusa a chiave come sempre anche quel mattino, e che quell’unica

chiave fosse nel convento, e quindi troppi dubbi, o certezze sulla mia provenienza, e la riservatezza e la

sacralità di quel luogo così almeno fino allora avarissimo d’influenze e contatti esterni, le assoggettarono

ad una tolleranza silente ed una passiva accettazione della mia esistenza presso di loro,

come un fiore selvatico non piantato dalla volontà del giardiniere ma ugualmente vivo, al quale prestare

giusto le cure necessarie alla sua sopravvivenza,

ma comunque non inserito nello schema del giardino, diverso dal progetto, non previsto, certo da non mostrare

ai pochissimi viandanti che vi si trovassero a passare in quel luogo.

Fui così lasciato alla mia fantasia, alle mie emozioni, ai miei voli, più di quanto capiti ai più, su questa terra,

costretti alle regole dalla prima infanzia, agli usi e ai modi, alle convenzioni e ai dettami della società.

Nulla portai con me, tranne questi ricordi.

___.___

Imbruniva, e nel cielo morente voli d’ali tracciavano geometrie incomprensibili alla mente,

ma istintivamente note, familiari, al giovane cuore che pompava imperioso nel petto,

l’urgenza del destino da compiersi.

Con passi elastici, ottusi dal sottobosco odoroso, quasi ritmici, a sincrono con i tamburi e i flauti che seppur

nascosti alla vista, gli tenevano con dolci lacci l’anima, sparì ben presto dalla vista di tutto ciò che gli aveva

dato forma, rinascendo, nell’ora del sole morente, a nuova vita, e un sole nuovo, dentro di lui, resse la luce

del nuovo giorno a venire, la sostenne, la fece sua, per sempre.

Un rosso tulipano, in boccio.

___.___

Nella radura, sembravano aspettarmi.

Senza alcun’urgenza, o trepidazione, ma nell’aria c’era come la consapevolezza di un evento già scritto,

ma non per questo scontato.

Niente ansia o stupore, solo la sensazione di una completezza da realizzarsi, come di pezzi forgiati in maniera

tale che, solo tra loro, sia possibile l’incastro che, senza sforzo o pressione una volta avvenuto, non lascia

neanche traccia del punto d’unione.

Qualcuno tese la mano, invitandomi a sedere, ed io lo feci, e mangiai con loro per la prima volta, sotto il cielo giusto,

nella radura dove la gente del circo si era fermata, quella notte d’agosto.

___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___

Il canto del Bagatto

Ora sono io,

che incanto il Mondo intorno,

sul tavolo è già pronta la mia scena

seduco

poiché il silenzio

ha generato frutti

che ad occhi umani paiono prodigi

ma è solo l’apparenza

di un misterioso evento

il primo passo per l’ignoto corso,

la base, il trampolino per la Storia

con la bacchetta

li piegherò al mio volere

coagulando in aria

altre realtà

la coppa sarà piena

di saperi inesprimibili

promessa di poteri inenarrabili

la spada penetrerà l’ignoto

per trarne conoscenza

ché solo osando puoi avanzare ancora

mi copriranno d’oro

per quello che vedranno

credendo di capire

ma quando svanirò

quanto di più

ne avran saputo?

Nulla.. o meglio…

il suo Principio.

___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___ ___.___

postato da: BESTIO alle ore 23:21 | link | commenti (88) | commenti (88)
venerdì, 03 settembre 2004

PRO_LOGO?

Sono ventuno, più una che è zero

Formano insieme una storia incantata

Una per una te ne parlerò

Ma il vero senso di quello che dico

È nella voglia che tu hai di Te

Tu hai le chiavi di tutte le porte

Io canto solo ciò che vedo in Te

Non darmi quindi né colpe né plausi

Sono lo specchio

Un riflesso del Se

..Nulla ti obbliga a leggere tutto

Nulla ti tiene legato qui..

Ma se poi insisti e rielabori il tutto

Forse il segreto di vivere è qui.

Nulla mi era stato dato.

Nulla portai con me.

O

Il vuoto assoluto.

Talmente incommensurabile da essere inesprimibile, totale.

Nulla che si possa dire del prima.

Cancellato.

Niente tempo.

Quando il pensiero si espande così, non c’è rischio, ma la certezza assoluta che nulla dopo sarà uguale,

anche la stessa sensazione d’espansione, la consapevolezza di essere un punto definito in uno spazio, perde di valore, senza riferimenti la ragione si perde, la memoria s’infrange, frammenti atomizzati di coscienza cosmica, una luce tanto forte che niente può rifletterla, quindi come il buio totale, eppure vedi oltre te, entro te, tu sei il cosmo e parte di esso e lui è parte di te, infinitesimale macroscopico tutt’uno…

Nessun riferimento spazio-temporale, ma senti di esistere, sospeso in te eppure fuori, oltre.

Completamente avvolto, anzi, parte di una miriade di luccichii d’arcobaleno, e sei uno di essi, ed essi si riflettono in te, mentre la tua essenza è pervasa come da un suono, che vibra ovunque, è in tutto, come se tutte le possibili manifestazioni, le cose, gli esseri, avessero voce, e la emettessero insieme e anche tu, anche tu stai vibrando..

E provi tutto l’amore che si può desiderare, un’armonia perfetta, senza nessuna regola o alternativa, unione suprema poiché indivisibile …

Poi…

Una voce…

La senti dire…

-se questa è la morte, non è brutta, anzi… è bellissima..-

ma nel sentirti pronunciare questa frase, un’altra voce, ti dice:

-ma io ho ancora tanto da fare, su questa terra.. alzarmi e uscire giù in strada, vedere persone, amare, ridere, conoscere ed avere esperienze, respirare i profumi di una primavera ancora da venire, custodire il segreto di un amico, veder nascere un bambino.. forse è ancora presto…voglio ancora vivere come ..so-

E mentre comprendi che le voci che odi sono le tue, quando ne acquisti consapevolezza…stai già rientrando in te, nel tuo corpo, ne senti l’odore, fletti i muscoli che guizzano obbedienti alle sollecitazioni di sempre, avverti un respiro roco, è il tuo, cola il sudore e non hai mosso il tuo corpo di un centimetro, ma l’orologio che segna implacabile il tempo di questo luogo, ti mostra che per due ore sei stato altrove, solo alcuni residui sfarfallii luccicanti e un suono impercettibile e decrescente, ancora ti richiama a ciò che poteva divenire, e non lo scordi più, e non sarà mai più lo stesso, mai più..

Non ne parli praticamente mai, qualche decennio fa ti avrebbero rinchiuso in manicomio, o esorcizzato, o beatificato…o deriso, evitato..

Ma ti piace, a volte, all’angolo del ricordo, quando imbrunisce presto o nelle lunghe notti d’estati sognanti e gravide di grilli infaticabili, ti piace immaginarti come il Matto delle carte, un piede sulla terra e l’altro lì nel vuoto, sospeso, che non si sa se il passo farà innanzi o indietro, che poi, trovami uno, ma uno solo, che sappia dirti, che differenza fa tra questa vita e l’altra…

Nessuno sa dove conduce il Viaggio

Neanche giurerei sulla partenza

Figurati l’arrivo se lo vedo..

Ma ancora a volte luccica negli occhi la follia..

postato da: BESTIO alle ore 01:43 | link | commenti (77) | commenti (77)
mercoledì, 01 settembre 2004

Sì,...

sono tornato!

ma ricomincerò a "pubblicare" il 3 settembre.

nel frattempo passo a trovarvi,

che mi sembra oltre che doveroso,

giusto, e molto ...piacevole!!

;-)

A PRESTO, BLOGGER!!!

postato da: BESTIO alle ore 10:07 | link | commenti (72) | commenti (72)



___l'altro mio blog:____il link____ BESTIOROSSO ___lA MIA MUSICA:____il link____ MARCOBARBARO

UNA E-MAIL AL GIORNO
TOGLIE IL MEDICO
DI TORNO!!!
S C R I V I M I!

EPPERO'!!!
................ne passano, eh?

online


MY BEST_IO

SE FOSSI POETA AFFERMATO NON AVREI BISOGNO DI SCRIVERE COSE PROFONDE. . . A QUESTO PENSEREBBERO I CRITICI
BESTIO

p.s.: HO UNA TEORIA, TE NE FACCIO "DONO" X PASQUA: x me berlusca è....L'ANTICRISTO! pensaci... è comparso dal nulla ha una squadra di calcio che ha come simbolo il diavolo televisioni che si chiamano media set(h) e seth era il dio-serpente pagano, infatti, nel logo c'è il "biscione" è convinto di fare miracoli e si ritiene l'"unto del signore" il suo servo più "strisciante" si chiama "fede"... e poi, non perde occasione per fare uso delle "corna" in pubblico *-* senza contare che il nostro Paese lo ha ridotto ad un ...inferno!!! BestIo (magari ho esagerato, ...ma forse no!!)

MY BEST_IO

io sono per il morbo selettivo. mi spiego: ci vorrebbe un virus letale ed istantaneo, che eliminasse tutti gli stupidi, così da far rimanere solo quelli che non lo sono. o, in alternativa, il contrario. L'importante sarebbe la separazione tra le due categorie, e credimi, non mi importerebbe più di tanto l'appartenenza ad una o l'altra. BestIo

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