IL QUADRO (della situazione)

Sai,
ho ripreso a dipingere.
Per me.
Perchè un atto creativo è principalmente per se stessi, un bisogno che ti monta dentro, un’urgenza,
una necessità.
E allora scrivi, dipingi, componi, fai di tutto, cucini cose nuove, vivi insomma la vita come puoi,
come sai, con tutta la forza di cui sei capace. Fuori intanto mentre crei, il mondo fa quello che può,
si agita e destreggia tra guerresoapoperarifiutiumanietossici,
un gatto attraversa la strada sotto casa, l’auto che gli passa sopra non sembra accorgersi di lui,
è un suono disgustosamente fascinoso lo schiocco che producono le sue ossa
che si frantumano sul bitume bollente di questa estate piena di cose buone e cattive,
piena di vita vera.
E così mischio i colori, e due alberi prendono forma e davanti a loro un campo di lavanda
con un sentiero appena abbozzato. Dietro la collina c’è il Libano, e la guerra di Israele.
E c’è il veto degli usa ad una risoluzione Onu. E tanti morti civili, (una fine educata)
e la Cia che comanda a casa nostra (che novità) e scritte antisemite nel ghetto di Roma
e le foto prima e dopo delle tette della modella plastificata in tv.
Amore ti vedo stanco vuoi bere qualcosa?
Sì, vorrei del caffè, ho letto che previene l’invecchiamento delle cellule cerebrali,
lo sostengono eminenti scienziati pagati con soldi dello stato,
i nostri, e corrotti dalle multinazionali del caffè, e sono stanco, sì,
lo sono ma le mani si muovono ancora per conto loro, e spuntano ancora fiori nel campo,
mentre milioni di innocenti muoiono in Africa,
sparandosi con le armi vecchie dei nuovi signori del Mondo civile,
quelli che per intenderci non forniscono i vaccini gratis per l’Aids,
che forse è un virus creato in laboratorio per una pandemia selettiva
sfuggita al controllo o perfettamente riuscita. Il cielo è terso all’orizzonte neanche una nuvola.
Attaccheranno all’alba e tutto brucerà.
Le case le speranze il futuro le poche povere cose, tutto.
Ancora un po’ di lilla, e nell’afosa sera incombente le cicale iniziano a suonare,
in lontananza gracidano rane, la cena è pronta io no, non sono pronto a questo eppure stò,
o forse prendo carta e rischio di sballare ma la vita è questo no?
Un gioco...
..e allora...
Banco.