sono passato seguendo le orme (credo sia una giustificazione)
Ringrazio Herzog per avermi dato il piacere di venirmi a trovare, spero non mi dimentichi.
E chi sono io, per giustificarti?
Nessuno. Io sono n.e.s.s.u.n.o..
E sopravvivo qui, a Napoli, ma vivo in un blog, nella rete.
Ma se fossi qualcuno, qualcuno che conta, e tu di sicuro più di me
dall’alto dei tuoi 386.967 contatti, ti parlerei di questa mia città violentata, da tutti.
E principalmente oggi da chi ne parla e dice: “non c’è speranza..”
Ti racconterei di come ne hanno abusato tutti, e partirei da lontano, (così già mi disfarei dei tanti
perditempo e i frettolosi) dalle incursioni saracene, dalle dominazioni spagnole, francesi, nordiste,
di come il potere è stato esercitato sempre e comunque contro il popolo,
facendoci odiare geneticamente qualunque forma di governo ci sia, visto oramai “altro da se”,
qualcosa da “odiare, evitare, fottere..”, da quella gente che il “grande” Bocca ha definito “plebe”,
ma della quale anche lui profitta, “spacciando e lucrando”
in questi giorni più tristi del solito sulla mia città, su di un libro approssimativo
e qualunquista come pochi. Napoli va vissuta, non conquistata.
Perchè è Lei che ti conquista, che ti affascina, anche seminuda
e coperta di stracci e mondezza, perchè tu vedi, se sai vedere,
che quella è solo l’apparenza, la forma esteriore di un corpo splendido,
e soprattutto di una mente unica, irripetibile perchè formatasi in millenni di dolori e privazioni,
di soprusi e atti d’amore, sangue e miele.
Se la camorra esiste, o’ sistema, chiamatela come preferite,
è perchè le istituzioni le hanno lasciato spazio
per crescere e diventare quel cancro che oggi è.
Perchè da sempre le armi più forti che il potere ha
per soggiogare un popolo sono l’ignoranza e la paura,
e l’una alimenta l’atra in una spirale difficile da spezzare.
Difficile, ma non impossibile. C’è da perdersi qui, è vero, ma la strada c’è,
e negarlo vuol dire edificare il solito muro di vigliacca e colpevole indifferenza
al quale siamo avvezzi da sempre.
Quando c’era da fare scelte di comodo per il Paese, ad esempio
creare un polo siderurgico
(leggi Italsider) in una delle località più belle della nostra regione,
che avrebbe fatto vivere nel tempo di turismo centinaia di migliaia di persone,
ma dal quale ricavarne immediate e cospicue tangenti
sarebbe stato troppo lento e faticoso,
i nostri governanti non hanno avuto dubbi;
ed ancora oggi paghiamo le conseguenze di un cadavere siderurgico da smantellare,
di scorie inquinanti da smaltire di un’area da bonificare
e rendere almeno accettabilmente vivibile...
O l’inesistenza di un piano regolatore urbanistico
che impedisca l’edificazione e l’insediamento urbano selvaggio
in aree a rischio esplosione vulcanica..
Dove era lo stato, e lo scrivo in minuscolo di proposito,
dove era lo s t a t o e i giornalisti come bocca_di_fiele
quando nella ricostruzione post-terremoto degli anni °80
i fondi dei riparti venivano destinati ad aree che non erano state
pressoché toccate dall’evento sismico ma avevano il
grandissimo merito di avere in carica un potente politico locale?
E mentre nel più puro spirito di “feste, farina e forca”
negli anni °50 si distribuivano i pacchi dono di pasta e olio e pelati
per incoraggiare i voti dei poveri ignoranti terroni?
Ed ancora nelle ultime elezioni in Campania le risse fuori ai seggi elettorali
tra “plebe” che doveva votare “per forza” con 50 euro tagliati a metà in tasca e,
previa foto dal cellulare, poter ricongiungere l’altra metà del danaro in mano al camorrista di turno?
E’ vero qui il casco è un’optional da tenere al braccio e calzare solo se in vista
c’è un posto di blocco, ma nei quartieri spagnoli, lasciati,
e sottolineo lasciati, in mano alla camorra, entrare in moto con il casco in testa
equivale ad una dichiarazione di guerra, il casco in quelle traverse
lo indossano solo i killer in azione...
Noi la occupiamo Napoli, noi ci viviamo, molti di voi al massimo ve ne occupate in cronaca.
Noi la subiamo questa città che tanti vorrebbero seppellita dalla lava.
Comoda e rapida soluzione finale in perfetto stile nazista, adattissimo
a razze inferiori, sub-umane, plebi senza volto e coscienza piegate
ed asservite al Male, quello sì con lettera maiuscola, dove trova
humus fertile persino la religione, che sempre meno spazio occupa
oramai nelle metropoli moderne dove il dio è danaro_hi-tech_paradisisintetici.
Ma una religione a misura di plebe naturalmente,
con il sangue di gennaro che si scioglie ed il calciatore cocainomane su uguali tabernacoli.
Quanto ti piace la sceneggiata, e il neo-melodico e la pizza e il mandolino e la cicala
e simm’e’napule paisà e Totò_De Filippo_Troisi e le quattro giornate e i
martiri di camorra e le vele di secondigliano il pizzo il
parcheggiatore abusivo e il bullo di strada l’extracomunitario-schiavo
piegato sui pomodori doc le mozzarelle alla diossina Saviano e
l’ecomafia il gioco delle tre carte la sibilla cumana e l’entrata dell’inferno,
quanto ti piace a’mpepat’e’cozze e tarall’cu o’ vine, o’ posto fisso, o’banco_lotto,
i pastori di s.gregorio_armeno il cristo velato..quanto ti piace a tarantella
pulecenella o putipù e o triccaballacche? ...
Non ce la possiamo fare senza Voi, senza il resto del paese,
senza la parte sana di coloro che “sentono” questa mia città
sotto assedio come un patrimonio di tutti da salvare, un gioiello incastonato,
porta sul Mediterraneo, che è un mare, che bagna tutte le terre del mondo,
il mondo di tutti.