Parole in corsa
racconto.
Prendo bus da sempre. Comodo, nonostante tutto. Questa città è come le altre del mondo,
caotica, frenetica. Viaggiare in bus o rotaie, pur spesso in piedi,accalcati, ancora dà spazio
alla mente che non pressata dall'attenzione alla guida, cercando parcheggio, un occhio
alla spia dell'olio, ai pit-stop dei semafori, strombazzamenti, pedoni, multe, cani..
Insomma sapete cosa significa guidare qui, inutile dilungarsi.
Attenzione a borseggiatori e molestatori, ma non sono facile preda (maschio 1,80x87kg,
ex addetto security, non proprio vittima potenziale :), con un poco di attenzione,
mai avuto avventure spiacevoli viaggiando.
Ammetto, sono uno dei fortunati residenti vicino un capolinea, stazionamento di periferia, cosi
conoscendo tabelle ed orari, trovo "posto in ultima fila" angolo a sx, mio preferito, davanti a me solo
il plexiglas che ripara dalla apertura delle porte dandomi "privacy".
Niente di strano direte voi, ammesso abbiate letto fin qui, io non l'avrei fatto, comunque continuo,
ché anche se sei unico lettore, lo devo dire, ho una segreta speranza, venire a capo della faccenda..
Immagina la scena, trovo il "mio posto", poggio la borsa tra me ed il vetro e vedo spuntare tra sedile
e parete un foglio..
Dirai: beh?, e così pensai io e le cuffiette che mi isolano dagli altri assonnati mattinieri itineranti.
Beh, ecchisenefrega? Mai si trovino tesori o cose interessanti, solo carte.
Ma la maledetta curiosità mi spinse a sbirciare sul foglio,
..fossero numeri da giocare o qualcosa importante.. invece poche parole scritte in fretta,
scarabocchiate e piegate con cura:
..Dammi qualcosa..
Non ho nulla da darti,
se non avessi un buco nella testa
lo vedresti anche tu...
..qualcosa...
non ho nulla da dare a nessuno,
vuoto dentro, l'involucro di quello
che sono stato...
Cristosanto ma si può scrivere questo e scordarsi il tutto sul bus? Intorno, facce assenti
affrontano stoicamente questo segmento di vita, ancorati nel microcosmo di problemi, mi dico,
oggi non si è indifferenti per mancanza di sensibilità, più spesso per mancanza di tempo.. in corsa,
niente tempo per parole d'altri..
Poi i puntini finali, ed il vuoto sotto più grande dello scritto mi sferzano, vitalità insolita
per l'ora e per il luogo, sensazione di urgenza, quasi necessità, frugo e trovo la penna, la porto
con me per firmare in ufficio, ché per il resto a nulla serve, oggi scriviamo tutto con il pc, e in trance
violo lo spazio non-mio, a segnare con esitazione, poi più veloce in automatico, parole direttamente
dal cuore al nulla, scrivo:
..dammi..
ah, se vedessi gli occhi miei, amore..
quegli occhi che brillavano nel buio..
occhi sinceri, gli occhi di chi ama..
qualcosa dammi..
quegli occhi belli.. non ci sono più,
due pozzi senza fondo,
senza amore ..
Tanti i motivi per cui si scrive, e se tu hai amato certo lo saprai..
Due le alternative: riporre il foglio in borsa o strapparlo, ma un sobbalzo inaspettato del bus
ne offrì una terza, ed il biglietto cadutomi dalla mano si incuneò di nuovo dove l'avevo trovato,
sporgeva un pezzetto, come l'avevo trovato io, solo un pezzetto.. non proprio, uno in più,
un pezzetto di cuore anche mio.
Ma la vita non concede spazio, la fermata era prossima, il pullman oramai affollato richiedeva
azioni risolute e guadagnai l'uscita, Permesso, scende? E..scesi.
Ecco come ci si trasporta in questa vita: con indifferenza, ma tant'è.
L'indomani, mi sorprese al medesimo posto e posizione il triangolino bianco lasciato da me,
ma non troppo, chi vuoi si prenda briga di toccare un foglio incastrato nei sedili di fondo del bus?
Era lo stesso, io guardavo lui e lui sembrava guardare e dirmi:
Lo stesso? .. sei sicuro? Che cosa resta uguale? Tu sei lo stesso di ieri?..
..Bastardo foglio presuntuoso, non sei nessuno, e nessuno se ne frega di te, solo io ti ho degnato
di uno sguardo, e neanche so perché l'ho fatto e soprattutto perché ho scritto cose mie su di te,
oltretutto cose Mie, Personali, Private.. sei stato abbandonato persino da chi ha scritto su di te per primo ...
Lo prendo per stracciarlo davvero e mi ritrovo a leggere, con la stessa grafia stentorea del primo verso,
sotto ai miei versi, anch'essi in verità quasi geroglifici, un'altra strofa:
..ed ora qui giù in strada,
sto dando tutti i soldi che possiedo
a questo cristo che mi guarda stralunato..
Dammi qualcosa tu, stasera..
Dammi.. l'illusione che si riempia almeno a te
per qualche ora, di oblio la testa..
Non c'è morale in questa storia, niente da imparare, niente chiasso, rotocalchi, scandali,
reality, dibattiti... è solo un pezzo di vita che usa un ..mezzo metropolitano, lontano dal mondo comune,il mio mezzo fuori dal comune un contatto diverso, ma possibile, tanto possibile che su quel foglio, nell'ultimo spazio rimasto, il finale lo scrissi io:
..e il viaggio sia felice, almeno a te.
Da allora ho scritto tante cose, io e l'altro, non voglio sapere chi è, lasciandole sempre lì,
ogni tanto spariscono, forse le buttano, ..ma anche no, ché non ne è mai sparita una prima che
tutto il foglio sia scritto.. In più da un po' di tempo noto spuntare altri fogli tra gli altri sedili..
ma mi guardo bene dall'aprirli, non c'è il tempo sempre così di corsa, per leggere le parole d'altri, no?
Beh..Forse.