Forse un’Equ@zione del destino.
(Sottotitolo: ed Io che con la matematica ci ho litigato)
Sono strani tempi, per me. Tanti anni spesi a rincorrere un sogno,
quello della musica, ore ed ore a cercare il riff giusto, la strofa perfetta,
e l’infrangersi di tutto a causa forse della mia inesperienza delle meccaniche
perverse e stritolanti delle logiche perverse del mercato,
dell’aridità dei rapporti umani, delle avidità, delle gelosie.
Troppo giovane forse, per com_prendere che non basta una bella canzone,
per ri_uscire.
Eppure…
Metti che in tanti anni tra morti, feriti e dispersi, in questa guerra che
comune_mente chiamiamo Vita, trovi un amico sincero, uno di quelli che non
puoi fare a meno di fidartene come fosse te stesso, e che quest’amico ne ha
un altro di amico, che per lui è come un fratello (e quindi per la proprietà
transitiva se A crede in B e B in C, anche A crede in C ) il quale, guarda caso..
[(sì, il Caso altro fattore importantissimo da aggiungere all’Equ@zione)]
è un musicista, anche molto bravo, ed un suo brano musicale viene ritenuto
da uno dei valutatori delle proposte di SANREMO, molto buono..
E ti chiedono di scriverci un testo, che parli di qualcosa di importante…che non ne puoi parlare ora
altrimenti ti segano le gambe e ti pregiudichi l’esigua possibilità che forse, ma forse..
apri parentesi
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graffa{quadra[tonda(che_Noi_forse_si_và_a_Sanremo)chiudi_tonda]chiudi_quadra}chiudi_graffa..
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Ed io qui, come un cretino, cioè quello di sempre, io ancora che sogno,
e non riesco a smettere, questo io che ancora che sorride,
e non c’è un vero perché, ché in fondo, ma molto in fondo è una possibilità,
ma a me basta una speranza, ad illuminarmi la sera
e scaldarmi il cuore.
Tant’è.
*Dedicata ad un Amico speciale.*

ALLO SPECCHIO
(sottotitolo: Io già non mi sopporto da solo, figuriamoci duplicato…)
Questo doppio mi tormenta. Almeno due volte. Ché lo specchio mi ri_flette e piega il senso,
anzi lo inverte e lo rimbalza all'in_finito circuendomi, circumnavigandomi a tutto tondo,
cortocircuitandomi e riempiendomi di se, di sì, di me di mah.
E' la comunic@zione dell'impossibile, il moto perpetuo della macchina perfetta che
mangia se stessa che si auto_alimenta di se, del Sè eppure si accresce a dismisura,
smisurata_mente si dilata ma tanto veloce è il suo moto che resta ferma, immota,
non procede in alcuna direzione, ha già inglobato il fuori nel dentro e l'in_verso.
Siamo obesi dall'informazione, le nostre e quelle degli altri. Tutti amiamo,
ed oggi la rete lo concede, anzi si concede a tutti, tutti dicevo amano
dispensare sapere, Verità. Ma la minaccia è proprio forse questo dis_pensare
al quale ci costringe questo ingurgitare senza scegliere, senza quasi poter opporre
resistenza a qualunque invasione/comunicativa. Nessuno può obbligarci
alla disinformazione, o costringerci, manipolarci, ma la nostra scelta che fine fa?
E’ troppo tardi. Siamo già in rete, siamo la rete e l’utopia di 1984 o la mente di Al9000
non spaventano più come un tempo, anzi sono divenuti più che realtà, sono ..reality.
Quello che vorrei sapere è se il nostro cervello sia in grado di assorbire questa
massa di dati, informazioni, vissuto d’altri, immagini suoni e così via ed operare scelte,
avere il tempo e la capacità e la voglia di non farsi sopraffare, ma filtrare il tutto e riportarlo
a dimensione umana, e riportarci tutti in una dimensione che ci consenta di
com_prenderci davvero, tutti. Ri_dimensioniamoci, insomma, ed io per primo.
Personal_mente prima di pensare al doppio, vorrei conoscere il valore da duplicare,
ché altrimenti senza quel dato la somma mi sembra irraggiungibile, o addirittura pericolosa.
BESTio
(contamin@zioni da: Jean Baudrillard – Le Strategie Fatali - SE)
questa poesia è mia, la rimetto, mi sembra il tempo e il luogo giusto
[filastrocca_della_vita]
irrealizzati,pizzicando le corde della rete virtuale oramai sempre più sovrapposta, direi fusa a quella
neurale, la mia e la vostra… Con_dividere ancora con te, questa iniziativa, e questa parte di me,
che l’alchimia dei processori religiosamente spero moltiplicherà all’infinito lasciando una traccia
nello spazio, nel tempo… e quando sarà il tempo di morire forse qualcosa di me ancora vivrà,
in ognuno di voi, e ti avrò fottuto quasi quanto tu hai fatto con me, bastarda mietitrice..
il manufatto?
Scrivevo parole e musiche e l’unico accordo che non mi riuscì fu quello che risultò fatale,
con l’RCA_Italia. Nonostante fossero già state stampate da loro 3.000 copertine del mio Lp,
a causa di disaccordi tra la casa discografica ed il produttore mio e del gruppo
che collaborava con me tutto crollò, e mi ritrovai con questi 8 brani già registrati in sala
non pubblicati. Era una storia, un filo li legava. Vi regalo il testo del primo brano,
dove oggi vi leggo, come spesso accade nel guardarsi indietro,
una consapevolezza maggiore di quanta ne avevo quando lo scrissi.
PRESAGIO
Mi sveglierò e saprò
come ho fatto a esser cieco sempre
ma indietro non tornerò
non si torna
ponte di cenere
il passato è stato il seme
oggi è
Che strade prenderò
per raggiungere la mia meta
bussola no non c'è per la vita
e anche le stelle in cielo
danno luci d'altri tempi
d'altre età
Prigioniero del mio tempo ancora
non sarò d'Itaca l'Ulisse
mentre vago in questa notte oscura
so che non potrò mai scordare la realtà
oh no oh no
il mio corpo no non può
oh no oh no
anche se la mente sa che della notte ancora
spio l'identità di ombre consistenti
come chi resiste fino all'alba
per poi riderne
ma la notte tornerà
oh no oh no
quanto dura un attimo
se è com'è
stimmate della follia
E' il sogno la realtà
e la vita solo un risvolto
domani è solo ieri
capovolto
che senso ha il sogno in noi
è uno sfogo è un istante
o il Presagio
Prigioniero del mio tempo ancora
mai saprò dopo me il futuro
fantastico o crudele il conto
sarà senza me questa è l'unica realtà
oh no oh no
questo la mia mente sa
oh no oh no
cade ogni altra ingenuità
oh no oh no mai scordare la realtà
oh no oh no per poi ridere di me
oh no oh no quanto dura un attimo
se e com'è stimmate della follia..

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